Nato a Roma cinquanta anni fa, nel giorno che non fu tanto rilevante la scoperta dell’America - il 12 di ottobre - almeno non quanto la nascita di Eugenio Montale. S’attacca a quell’osso di seppia per il suo viaggio allegro (a tratti allegro) di sughero alla corrente: laureato in Lettere col sorriso accademico di Stefano Giovanardi, a 23 anni entra nella redazione del Maurizio Costanzo Show dove tutto assorbe e impara. Col giornalista senza collo e tutta testa nasce un sodalizio sospeso solo apparentemente dalla sua morte; lo stesso anno della pubblicazione di Smemorabilia, Catalogo sentimentale degli oggetti perduti (Mondadori, 2022). È solo l’ultimo dei cinque libri scritti come ghost writer per Costanzo, a cui ne ha aggiunta una dozzina: per Paolo Villaggio e Adriano Panatta, per Lino Banfi e per il figlio di Villaggio, Piero. Ha scritto, uscendo dalla condizione di fantasma, la biografia di Carla Cantone, sindacalista e parlamentare. Il primo lavoro editoriale risale al 2004, con la biografia di Mauro Coruzzi, in arte Platinette – il grosso era dunque fatto, a quel punto. È stato autore radiofonico come clavicola di Marco Baldini e sceneggiatore televisivo per una nota soap opera, ambientata in un fittizio centro commerciale dalle infinite vetrine. Approdato nel 2010 al primo lavoro veramente serio, fa l’autore di La7 per Lilli Gruber ed il suo Ottoemezzo.